Inaccettabile abuso di collaboratori esterni a Rai Sport
La Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Usigrai sono totalmente solidali con i colleghi di Rai
Sport che, in un comunicato, hanno lamentato l'abuso di collaboratori esterni. A parte la questione
economica, è chiaro come una situazione del genere danneggi in prima persona tutti i giornalisti
dipendenti della testata.
Come evidenzia il comunicato del Cdr e del Fiduciario di Milano di Rai Sport, "è inaccettabile che nella
nuova trasmissione del venerdì, Fantamercato, a parte Paolo Paganini, lavorino solo ed esclusivamente
collaboratrici e collaboratori esterni, che ricoprono ogni sorta di ruolo: conduttrice, opinionista, inviata.
Particolarmente grave il fatto che una di queste collaboratrici, in violazione di qualsiasi regola e con il
rischio concreto di una futura causa, vada in giro a fare interviste, svolgendo il lavoro che spetterebbe
di diritto agli inviati di Rai Sport".
Purtroppo, "il ricorso massiccio a collaborazioni esterne - proseguono Cdr e Fiduciario - non è più
un'eccezione, ma è diventata la regola a Rai Sport, perché riguarda quasi tutte le nostre trasmissioni.
Al danno si aggiunge la beffa, perché per pagare queste prestazioni esterne si risparmia sulle trasferte,
sulle troupe e sul lavoro dei nostri inviati. Solo per stare all'ultimo weekend di Serie A, sono rimasti
completamente scoperti 5 campi su 10, cioè la metà esatta, compreso l'Olimpico dove da Saxa Rubra si
arriva a piedi e dove giocava la Roma in lotta per i primi posti. Grave anche non avere mandato un
inviato a Como (tra l'altro facilmente raggiungibile da Milano), dove andava in scena un importante
scontro diretto per la Champions e ci sono stati incidenti che non abbiamo potuto documentare
direttamente, ma abbiamo dovuto prendere le immagini dai social. Inoltre, è stato tolto il mezzo
dell'anticipo del sabato sera: un risparmio di 10 mila euro che può avere un senso, ma non se poi quei
soldi vengono spesi per collaborazioni esterne superflue. Tutto ciò è inammissibile, come il fatto che
collaboratori esterni o anche figure interne non giornalistiche presenzino al montaggio dei sevizi al
posto dei giornalisti".
