Agenzia Dire: subito un confronto per pagare i lavoratori
La Federazione nazionale Stampa italiana e le Associazioni regionali di Stampa di Lazio, Lombardia,
Emilia-Romagna, Campania, Toscana, Liguria, Sardegna, Marche e Valle d’Aosta apprendono con
sconcerto quanto accaduto all’agenzia di stampa Dire, dove l’editore da mesi in ritardo con il
pagamento degli stipendi non ha nemmeno finito di ascoltare l’intervento del Comitato di redazione
durante un estemporaneo incontro con tutti i dipendenti, dopo aver invece rifiutato un tavolo con il
Cdr per raggiungere un accordo sul recupero degli arretrati e il pagamento delle mensilità correnti.
La richiesta di un tavolo per raggiungere un accordo sugli stipendi era stata sollecitata anche dal
sottosegretario Alberto Barachini, che si è detto disposto a vincolare la prima rata trimestrale del
Dipartimento dell'Editoria al pagamento degli stipendi. Il rischio è che, senza una soluzione al tema
delle retribuzioni, il Die valuti una nuova sospensione del servizio, come paventato dallo stesso
sottosegretario.
A fronte del momento drammatico in cui versa l’agenzia, in cui le giornaliste, i giornalisti e i dipendenti
tutti sono da mesi senza uno stipendio pieno, il Cdr ha esposto all'editore questa proposta di intesa,
appunto sulla base del primo versamento del contributo da parte di Palazzo Chigi. L'editore, che ha
voluto aprire la riunione ripercorrendo tutte le vicende che hanno portato l'azienda a questa situazione,
non solo non ha voluto ascoltare fino in fondo l'intervento del Cdr, ma ha anche di fatto chiuso a un
tavolo per raggiungere l’accordo sugli stipendi, accusando il Comitato di redazione di intromettersi nella
sua strategia aziendale. Tutto questo avviene all'indomani dell’Assemblea delle redattrici e dei
redattori, che si è espressa all’unanimità per proseguire la mobilitazione con sciopero a oltranza fino al
raggiungimento di un tavolo con l'editore che regolarizzi la situazione degli stipendi, divenuta ormai
insostenibile. Mobilitazione che rimane a tutti gli effetti in essere.
Di fronte a quanto accaduto Fnsi e Associazioni regionali di Stampa ribadiscono l’invito all’editore
Stefano Valore ad aprire immediatamente un tavolo di confronto per pagare finalmente quanto dovuto
da mesi ai giornalisti e - a fianco del Cdr - chiedono che, in mancanza di una risposta positiva ed
esaustiva, o in presenza di ulteriori atteggiamenti dilatori, sia il governo a convocare il tavolo.
Fnsi, Associazioni regionali di Stampa di Lazio, Lombardia, Emilia-
Romagna, Campania, Toscana, Liguria, Sardegna, Marche e Valle d’Aosta
e Comitato di redazione Agenzia Dire
