0
12/02/2026 nazionali

Scorretta applicazione del contratto: sanzioni per otto milioni

Il risultato di due recenti ispezioni dell'Inps in gruppi editoriali che applicano un contratto diverso da
quelli sottoscritti dalla Federazione nazionale della Stampa conferma quanto Fnsi sostiene da tempo:
gli unici contratti di categoria considerati validi dall'Istituto di previdenza sono quelli firmati nel tempo
dal sindacato dei giornalisti con Fieg, Aeranti-Corallo e Anso-Fisc. Gli altri contratti sono esclusivamente
il tentativo di ridurre il costo del lavoro e sottrarre contributi previdenziali all'Inps e quindi al futuro dei
colleghi.
La vicenda, che sta emergendo in questi giorni in due grossi gruppi editoriali che pubblicano testate
online, agita giustamente i Comitati di redazione perché le sanzioni irrogate al termine delle due
ispezioni dell'Inps si aggirano complessivamente intorno agli 8 milioni di euro per effetto del ricalcolo
dei contributi previdenziali sulla base delle retribuzioni previste dal contratto principale firmato dalla
Fnsi.
L'applicazione scorretta dei contratti, secondo Fnsi, non rappresenta solo un danno ai colleghi
giornalisti, costretti a lavorare con stipendi inferiori e tutele minime, ma è anche un chiaro esempio di
concorrenza sleale da parte di aziende che hanno bilanci milionari, pari a quelli dei grandi gruppi
editoriali tradizionali. Concorrenza sleale che andrebbe perseguita anche per via legale.
"La cooperazione fra giornalisti ed editori", come recita il contratto applicato dai due gruppi finiti nel
mirino degli ispettori Inps, non può essere a senso unico: la dignità del lavoro, una giusta retribuzione
e le corrette tutele previdenziali non possono essere sacrificate sull'altare dell'imprenditoria corsara.