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18/02/2026 nazionali

Dieci anni senza contratto, è ora di cambiare musica

La Fnsi porta a Sanremo la mobilitazione per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto il 1° aprile del
2016, dieci anni. Gli editori della Fieg continuano ad opporre un muro di no alle richieste di
adeguamento salariale avanzate dai giornalisti, attestandosi su cifre irricevibili (150 euro lordi in 3 anni)
oppure chiedendo il ritocco di alcuni istituti contrattuali (come ferie o permessi straordinari, per fare
alcuni esempi).
La Fnsi ritiene che dopo 10 anni di mancato rinnovo contrattuale, gli editori debbano prima di tutto
ristorare la perdita salariale dovuta all'incidenza di una inflazione che ha eroso il 20% degli stipendi dei
giornalisti. Solo da questa base si potrà ricominciare a trattare un contratto che, dal punto di vista
normativo, non rispecchia più la realtà delle redazioni che oggi devono fare i conti con il pressing
aziendale sull'uso dell'intelligenza artificiale e il saccheggio dei contenuti editoriali da parte degli Ott.
E anche sul versante del lavoro autonomo, gli editori stanno cercando di fare risparmi sulla pelle dei
Cococo e delle partite Iva e proponendo cifre addirittura inferiori a quelle del 2014: 17 euro contro 20.
Fnsi attende i risultati del tavolo aperto al ministero della Giustizia (di cui è interlocutore l'Ordine dei
Giornalisti) pronta ad ogni azione utile per riportare equità in un settore in cui padrone è lo
sfruttamento.
Per tutti questi motivi che uniscono dipendenti e lavoratori autonomi e parasubordinati, per ridare
valore ad una professione impoverita e maltrattata, il 24 febbraio, alle ore 16, la Federazione
nazionale della Stampa sarà a Sanremo con un flash mob in via Goffredo Mameli, di fronte al Teatro
Ariston.
"La difesa della democrazia in Italia passa anche dalla difesa del giornalismo. Le nostre sono
rivendicazioni economiche e di sistema che uniscono tutti i giornalisti italiani", ribadisce la segretaria
generale Fnsi, Alessandra Costante.

Nei giorni precedenti, la segretaria Costante aveva dichiarato: "Fieg chiede soldi al governo, ma taglia stipendi e lavoro. Con una mano prendono e con l'altra anche. Gli editori della Fieg continuano a battere cassa con il

governo per avere maggiori finanziamenti e dopo i 60 milioni di euro ottenuti in Finanziaria per il 2026 – che saranno spesi quasi completamente in prepensionamenti, come l'esperienza degli ultimi 20 anni
insegna – ora chiedono al governo altri 40 milioni di euro sotto forma di proroga del credito di imposta per l'acquisto della carta destinata alle pubblicazioni quotidiane e periodiche". "L'accoglimento della
richiesta della Fieg – si legge – è essenziale per scongiurare un'ulteriore riduzione della foliazione dei giornali, con conseguenze molto gravi sulla completezza e sulla qualità dell'informazione'". Così, in una
nota, la Federazione nazionale della Stampa italiana.
"La Fieg continua a chiedere soldi pubblici a fronte del nulla. Le aziende Fieg stanno conducendo una drastica riduzione del costo del lavoro attraverso la legge sui prepensionamenti, svuotando le redazioni
e sfruttando il lavoro autonomo. Mentre il contratto ormai è fermo da quasi 10 anni e gli editori si rifiutano di corrispondere aumenti contrattuali decenti o semplicemente in linea con le altre categorie
dei lavoratori", rileva Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi.

"Ai giornalisti dipendenti – aggiunge – è stato chiesto di pagarsi l'aumento con la cessione di diritti contrattuali oppure di accontentarsi di un aumento di 150 euro lordi in 3 anni. Per i lavoratori autonomi,
gli editori della Fieg si sono presentati al tavolo istituito al Die con la legge 233/2012 con proposte addirittura inferiori a quelle della delibera annullata dal Consiglio di Stato nel 2016. Un comportamento
vergognoso e proposte che in entrambi i casi non possono che essere respinte al mittente".
Per questi motivi la Fnsi rilancia la mobilitazione dei giornalisti italiani con un flash mob il 24 febbraio, giornata di apertura del Festival di Sanremo, davanti al Teatro Ariston. "Non siamo una casta. Vogliamo
spiegare ai cittadini come si vive con gli stipendi bloccati da 10 anni e, nel caso dei giornalisti lavoratori autonomi, con retribuzioni da 500 euro al mese", spiega Costante.
"A Fieg, che minaccia di tagliare la foliazione dei giornali (riducendo così ancora i già scarni pagamenti ai lavoratori autonomi), Fnsi ricorda che il mantenimento della foliazione media è tra le condizioni per
ottenere il contributo di 10 centesimi a copia già previsto dal Die. Gli editori sono bravissimi ad accaparrarsi finanziamenti e poi a dimenticarsi che il core business dell'informazione sono i giornalisti, nei confronti dei quali Fieg sta conducendo un'operazione chirurgica di taglio dei diritti economici e contrattuali. Altro che giornali presidio di democrazia: avere giornalisti poveri e con meno diritti è evidentemente funzionale all'idea che gli editori hanno dell'informazione", conclude la segretaria generale Fnsi.