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07/05/2026 nazionali

Equo compenso, ora i fatti

Fnsi esprime soddisfazione per il fatto che il ministro Nordio incontrando l'Ordine dei giornalisti abbia
manifestato grande attenzione sulla questione dell'equo compenso. Certo, le parole e le azioni sul tema
mostrano una profonda divaricazione perché a fronte della grande attenzione e delle parole, sono ben tre
anni che la proposta di liquidazione giudiziale dei compensi per i giornalisti lavoratori autonomi giace in
qualche cassetto di via Arenula. Una proposta studiata da Fnsi e sottoposta all'Odg che l'ha integrata, cosa
di cui lo ringraziamo.
Così come pare essere finito su un binario morto il provvedimento per l'equo compenso dei giornalisti che
la presidente del consiglio Meloni ha voluto affidare al ministero della Giustizia. Provvedimento per il quale
la capo di gabinetto Bartolozzi aveva già fatto alcuni incontri con lo stesso Ordine, ma scegliendo tra le parti
sociali di interpellare solo le associazioni datoriali e non anche il sindacato.
Apprezziamo l'attenzione, ma il tempo è scaduto. In attesa delle decisioni del ministero della Giustizia, i
colleghi lavoratori autonomi e Cococo continuano ad avere redditi al di sotto della soglia di povertà.
Allo stato delle cose, Fnsi ritiene che il confronto sull’equo compenso debba riprendere al più presto al
tavolo del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria, individuato come referente dalla legge speciale
233/2012.